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I satelliti di Musk, il nostro Paese e la democrazia.

I temi del libro “ONLINE! Guida ai rischi del web” ormai sono sempre più centrali nel dibattito pubblico di questi giorni. Ultima vicenda, come si legge da Il Corriere della Sera, è quella di una possibile “partnership” tra Starlink e l’Italia per l’utilizzo dei satelliti dell’azienda statunitense che fa capo al controverso personaggio Elon Musk.

Starlink è una vera e propria miriade di satelliti del produttore privato aerospaziale statunitense SpaceX, che servono ad avere accesso al così detto “internet satellitare globale in banda larga a bassa latenza”.

Sul tavolo della ipotetica trattativa con il colosso americano ci sarebbe da una parte l’affidamento dei sistemi verrebbe in soccorso per gli aspetti relativi al «digital gap» patito da molte regione rurali e montane del Paese, dove la banda larga resta un miraggio malgrado i progetti e le aspirazioni (e i finanziamenti europei messi a disposizione dal Pnrr).

Quest’ultimo tema è particolarmente importante se è vero come è vero che anche la Corte dei Conti ha evidenziato come sia sensibile il ritardo registrato nella realizzazione delle infrastrutture digitali» per la connettività di circa 8,4 milioni di abitazioni in Italia. Sono quelle con maggiore criticità definite «a fallimento di mercato» per l’assenza di investimenti privati. Secondo la Corte dei Conti «una dilatazione dei tempi medi delle fasi procedurali e uno spostamento in avanti della concreta attuazione rispetto alle scadenze originarie». A fine 2023 risultavano coperte in Ftth (fibra fino a casa) circa 3,4 milioni di abitazioni (solo il 54% del target finale) e 18.616 sedi Pa e aree industriali (il 62%), oltre a 437.000 unità immobiliari in fase di collaudo (7%) e più di 2,2 milioni in fase di lavorazione (36%).

C’è chi accenna ad un pericolo per la democrazia alludendo al ruolo politico di Elon Musk. In parte non si può che essere d’accordo ma non si può non evidenziare come sul campo della cybersicurezza si sia fortemente in ritardo. Prova siano i casi del dipendente di una nota banca che ha scrutato per molto tempo i conti correnti di tutto il Paese, oppure la vicenda nota come “inchiesta dei dati rubati” che vede la Direzione Antimafia di Milano indagare su nomi altisonanti per comprendere cosa sia accaduto davvero e altre vicende simili.

È evidente che l’assenza di una riflessione, anche politica, in tempi in cui si sarebbe fatto in tempo è mancata, così come è evidente che tocca tutti rimboccarsi le maniche e mettersi all’opera per stare al passo con questi grandi cambiamenti.

 

Per ulteriori approfondimenti:

www.corriere.it/economia/starlink.shtml


Luca Volpe
03 Gennaio 2025